di Alessandra Panceri*

La paura della morte è abbastanza frequente nei bambini, capita che si interroghino sul mistero che ruota attorno a questo evento soprattutto quando in famiglia muore qualcuno, e se non trovano risposte adeguate, il rischio è che possano sentirsi disorientati e angosciati.

La morte è un evento naturale, lo sappiamo, è parte della vita e in assoluto una delle esperienze più egualitarie, perché riguarda tutti indistintamente.

Ma quando capita di perdere una persona cara il lutto lascia nella disperazione.

Lo stravolgimento che la pandemia ha portato nella nostra quotidianità e la sofferenza per le numerose morti, avvenute in completa solitudine e senza la ritualità dell’ultimo saluto, hanno reso ancora più difficile affrontare il pensiero e il dolore della morte.

Ma soprattutto per gli adulti c’è sempre un passaggio ancora più delicato da affrontare: come comunicarlo e spiegarlo ai propri figli?

Oggigiorno i bambini sono edotti e stimolati su moltissimi argomenti, ma spesso i genitori e in generale gli adulti educanti, rimangono silenti e senza parole dinnanzi al tema della morte nel goffo tentativo di proteggerli.

Invece è necessario, proprio per il bene dei bambini, superare le proprie difficoltà e accompagnarli nel percorso di elaborazione del lutto.

Non allontanare i bambini dalla morte e dal dolore della perdita

I bambini non devono essere tenuti all’oscuro se avviene un lutto in famiglia. Essi infatti percepiscono il clima familiare teso, triste e turbato e censurare o mistificare la comunicazione rispetto a un lutto non farebbe che aumentare un senso di disorientamento e di ansia.

Non lasciarli soli e condividere le proprie emozioni

John Bowlby, uno dei più importanti esperti della teoria dell’attaccamento, sosteneva che non è possibile elaborare completamente un lutto senza la presenza dell’altro, di un’altra persona, senza quindi la vicinanza degli affetti. E sono gli affetti più vicini che attraverso la verità e l’ascolto possono aiutare a dare un senso a ciò che è accaduto.

Certamente parlare della morte di una persona cara è doloroso e delicato anche per i genitori e di frequente c’è il timore di esprimere il proprio dolore; ma il dolore c’è ed è importante non censurarlo perché può aiutare i bambini a comprendere cosa succede e come ci si sente quando una persona cara non c’è più.

Dire sempre la verità

Bisogna accogliere e rispondere quando un bambino fa domande, utilizzando un linguaggio comprensibile, chiaro e non ambiguo, considerando l’eventualità di dover rispiegare quanto avvenuto se il bambino non dovesse avere capito o avesse la necessità di ulteriori spiegazioni.
I bambini hanno bisogno di verità e concretezza ed è importante che comprendano che la persona morta non tornerà più.
Se un bambino ha accanto un adulto sincero e diretto, cresce con la sicurezza di poter contare su qualcuno pronto ad ascoltarlo e ad accoglierlo sempre.

Accogliere le loro emozioni e rassicurarli

Capita che i bambini possano manifestare una certa quota di disagio con rabbia, aggressività o atteggiamenti regressivi; altre volte si mostrano indifferenti e quasi “insensibili”.

Tutti questi atteggiamenti sono espressione della sofferenza che i bambini non riescono ad esprimere in altro modo ed è bene innanzitutto non colpevolizzarli, rassicurarli e dar loro il tempo per elaborare.

Anche e soprattutto quando sono piccoli, il lutto è vissuto come un groviglio di emozioni a cui non si riesce a dare parola ed è per questo che vanno aiutati a dar significato a quanto sentono e provano. Se “i grandi” non riescono a leggere le emozioni che i bambini esprimono, questi ultimi inizierebbero a pensare di percepire qualcosa di sbagliato, silenziandosi e facendo emergere uno stato di ansia, solitudine e rabbia.

Qualora questi indicatori diventassero sintomi “cronici” o comunque faticosi da tollerare e da gestire, è possibile chiedere aiuto a una persona esperta che possa aiutare i bambini e accompagnare gli adulti a trovare il modo più adeguato per relazionarsi.

L’importanza del saluto

È importante che i bambini abbiano la possibilità di salutare la persona cara.
Il funerale è un passaggio fondamentale nel percorso di elaborazione del lutto, un’importante rituale per la separazione, per dire addio, anche per i bambini.
Certamente vanno preparati all’evento spiegando il luogo dove si terrà la funzione e che ci saranno molte persone che si commuoveranno. Ma soprattutto è importante non obbligarli a partecipare se non se la sentiranno e rassicurarli se cambieranno idea all’ultimo minuto, ricordando loro che ci sono anche altri modi per salutare la persona cara, come fare un disegno o andare al cimitero quando si vorrà.

“Chi ti vuole bene conosce quattro cose di te: il dolore dietro al tuo sorriso, l’amore dietro alla tua rabbia, le ragioni del tuo silenzio, e dove soffri il solletico.” (Snoopy, Charles M. Schulz)

* Alessandra Panceri psicologa, psicoterapeuta, responsabile clinico di CTIF, da vent’anni si occupa della cura del trauma lavorando con bambini e famiglie e collaborando con la Magistratura e i Servizi Sociali.
Referente clinico delle comunità CTIF. Formatrice.