di Francesca Panaioli*

Fin dal primo smartphone, un vademecum per stabilirne tempi e modi di utilizzo con un contratto d’uso tra genitori e figli

Un ragazzino di 11 anni, a Napoli, si lancia nel vuoto dalla finestra di casa sua. E in un attimo giornali, trasmissioni TV e telegiornali identificano il possibile colpevole in Jonathan Galindo, protagonista di una leggenda nera del web. Subito vengono rievocati fenomeni simili, come Blue Whale o Momo Challenge, sfide online lanciate da personaggi dalle fattezze inquietanti che, andando avanti, diventano sempre più pericolose e rischiose, fino ad arrivare all’istigazione al suicidio.
Tutte leggende horror del web che non è nostra intenzione né bollare come fake news, né come fenomeni realmente esistenti: per questo ci affidiamo alle indagini della Polizia Postale e della Polizia. Detto ciò, sono senza dubbio fenomeni che è importante conoscere, soprattutto quando i nostri figli maneggiano Smartphone di ultima generazione costantemente connessi alla rete.

L’importanza delle regole

Da un’indagine condotta nel 2018 da Laboratorio Adolescenza e Istituto di Ricerca IARD, emerge che circa il 60% degli intervistati ha il suo primo cellulare tra i 10 e gli 11 anni, ma oltre il 28% lo ha ricevuto in regalo prima dei dieci anni.

Senza entrare nel merito del giusto o sbagliato, pensiamo sia però sempre più necessario partire dal presupposto che se diamo in mano a bambini, preadolescenti e adolescenti uno strumento che potenzialmente potrebbe esporli a dei rischi, unitamente vanno date anche delle regole ferree per il suo utilizzo.

Per noi il motto è Smartphone sì, regole anche!

Soprattutto perché lo smartphone, in seguito alla diffusione del COVID-19, alla chiusura delle scuole e alla più recente reintroduzione della DAD per i ragazzi che frequentano la seconda media e le classi successive, diventa uno strumento utilissimo per rimanere agganciati alla scuola e anche agli amici.

L’esempio parte dalla famiglia

Prima di arrivare al cuore del nostro discorso, facciamo un passo indietro e parliamo degli adulti, che noi consideriamo lo specchio di comportamenti e atteggiamenti dei loro figli.

Le famiglie sono sempre più social: le foto dei figli spopolano su profili Instagram e Facebook. E il nostro ego è alimentato da like, share e commenti. Niente di male ovviamente, perché cambia il modo di socializzare, cambiano le abitudini e il modo di comunicare con gli altri.

E se gli adulti vivono con i loro smartphone sempre a portata di mano, non possiamo aspettarci un atteggiamento diverso dalle nuove generazioni. E a quanti staranno pensando “mio figlio ha un cellulare così posso controllarlo in qualsiasi momento”, non ci resta che rispondere: vero, ma solo in parte. Perché con il cellulare, vostro figlio potrà fare un’infinità di cose da solo! Un vero e proprio passo verso l’indipendenza.

Un vero contratto

Per questo vi presentiamo alcuni suggerimenti che potranno aiutarvi nella gestione di questo passo importantissimo, a cominciare da un vero e proprio contratto per stabilire regole e condizioni di utilizzo.

Carta canta! Ecco perché è importante fissare fin dal momento della consegna del tanto agognato smartphone, regole precise e soprattutto condivise.

Spiegate ai vostri figli che gli state consegnando uno strumento potente, raccontando dei possibili rischi ma anche delle opportunità che offre; e spiegate pure che lo smartphone ha avuto per voi un costo, così come le future ricariche o abbonamenti. Fatto questo, potete presentare ai vostri figli il Contratto d’Uso: perché quando le regole sono chiare, rispettarle diventa più semplice.

Cosa deve contenere il contratto?  Regole di base, come orario di accensione e spegnimento, condivisione delle password di accesso, accessibilità da parte dei genitori e tipologia di App che si potranno installare.

Se avete bisogno di un’ispirazione per la stesura del contratto, tra i molti esempi che circolano in rete, vi suggeriamo questo.

Vi consigliamo di aggiungere le eventuali conseguenze in caso di mancato rispetto delle regole. Perché? Perché è bene che i ragazzi conoscano le conseguenze di un utilizzo poco consono. Offrire ai ragazzi cornici entro le quali stare e so-stare, li aiuta a crescere in modo più consapevole!

Una volta firmato da tutti, appendete il contratto in un luogo visibile: perché state sicuri, verrà il momento in cui le regole saranno trasgredite e allora sarà quello il momento di riferirsi al contratto! E se è a portata di mano, e di occhi, il compito vi sarà più semplice.

Vi sembra tutto troppo formale?

Aggiungete al vostro contratto una lettera: scrivete di getto, raccontate le vostre sensazioni, quello che vi aspettate, quello che pensate potranno trovare nel Web. Lasciatevi trasportare senza paura e affidate al “nero su bianco” il perché del contratto che state per presentare ai vostri figli. Un vero e proprio in bocca al lupo per il loro formale accesso nel mondo del Web.

Francesca Panaioli, Pedagogista e Responsabile della Formazione per Spazio Aperto Servizi.
Da anni è impegnata nelle scuole con attività di consulenza rivolte a genitori e docenti della scuola secondaria e progetta e realizza attività laboratoriali per i ragazzi su tematiche diverse.
Quando non lavora guarda il mondo attraverso la sua macchina fotografica.